Pari, Dispari, Periodicità

Calcolo a una variabile dai primi principi

Cogliere una simmetria in una funzione è una vera scorciatoia: dimezza il lavoro di capire un grafico, di integrarlo o di memorizzarlo. Ci sono due simmetrie che vale la pena conoscere per nome, pari e dispari, più l'idea di una funzione che si ripete.

Una funzione è pari se cambiare il segno dell'input non cambia nulla: f(−x) = f(x). Il grafico è identico a sinistra e a destra dell'asse y, uno specchio perfetto. L'esempio classico è x²: elevare al quadrato annulla il segno, perciò (−3)² = 3².

Una funzione è dispari se cambiare il segno dell'input cambia anche quello dell'output: f(−x) = −f(x). Il grafico ha simmetria rotazionale: ruotalo di 180° attorno all'origine e si sovrappone a se stesso. L'esempio classico è x³, poiché (−2)³ = −8 = −(2³).

Dove si trova nel MLL'attivazione tanh è dispari, il che mantiene le attivazioni centrate intorno allo zero e aiuta i gradienti a fluire. La stessa struttura pari/dispari attraversa l'elaborazione dei segnali, dove le serie di Fourier in coseno catturano le parti pari e quelle in seno le parti dispari. La periodicità è la spina dorsale delle codifiche posizionali nei transformer, dove seno e coseno di frequenze…
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